

Avere la propria tomba a lato di una via, e dotarla di un qualche segnacolo che riportasse inciso il nome, voleva dire essere continuamente ricordato dal viandante che, anche involontariamente, rispondeva al ripetuto appello delle epigrafi: "Passante, fermati e leggi".
Per questo, a lato delle vie, all'esterno dei centri abitati piccoli o grandi, si disponevano le necropoli, le cittā dei morti, ricche di monumenti di vario genere. Il modesto vicus di Sattianum ? (Calmazzo) aveva due necropoli: una immediatamente all'esterno dell'abitato, l'altra nei pressi di Ponterotto, in cui in particolare trovarono sepoltura i membri di un locale sodalizio di cultori di Apollo.
Nella prima č stato messo in luce ed č attualmente visitabile il recinto sepolcrale dei Cissonii. Si tratta di un'ampia area rettangolare delimitata da un cordolo di pietra che costituiva la base di appoggio per la recinzione vera e propria costituita da cippetti bugnati reggenti ampie lastre rettangolari. Nel lato orientale, a breve distanza dall'angolo Sud Est, era posto l'ingresso di cui resta la soglia consunta, con la sede del cardine della piccola porta.
La parte monumentale del sepolcreto era costituito da due are marmoree iscritte poste su un basamento a gradini, dedicate rispettivamente a C. Cisso Festus ed ai coniugi C. Cisso Zosimus e Cissonia Festa, le cui tombe (una a cremazione e due ad inumazione) occupavano gran parte dello spazio del recinto. Notevole soprattutto la tomba femminile, posta nell'angolo NE, costituita da un'ampia cassa lapidea (resta in vista la pesante lastra di copertura) contenente lo scheletro della defunta ed un interessante corredo composto da cinque grossi balsamari vitrei e da una collana ed altri ornamenti d'oro (ora nel museo di Fossombrone).
